Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è tornato ieri a parlare di Europa e dei dazi che il presidente americano Donald Trump intende imporre come “ostacolo ai mercati per penalizzare i prodotti di qualità”. “L’Europa, fondata da statisti coraggiosi, ha la forza per interloquire con calma, autorevolezza e determinazione” per “ritrovare autostima e compattezza” pronta ad apparire non timorosa e a replicare alle barriere tariffarie che l’America sta imponendo al mondo. Per far questo Mattarella chiede uno scatto di reni all’Unione europea, che (riprendendo anche il concetto espresso da Roberto Benigni la scorsa settimana nello spettacolo televisivo su RAI1) è un “modello imitato nel mondo e dimostra quanto sia stata un’esperienza straordinariamente di successo”. “Naturalmente – aggiunge il Presidente – ha lacune da colmare come processi decisionali più veloci, ma servono risposte veloci e tempestive; quindi l’Europa ha bisogno di aggiornarsi”. Contemporaneamente Mattarella difende con forza il sogno europeo e con ancor più forza sottrae a tentativi revisionisti l’immagine dei Padri fondatori del “sogno europeo” e il loro patrimonio culturale.
A pochi giorni dalle polemiche sul “Manifesto di Ventotene” il Capo dello Stato non ha esitazione nel mostrare che la pensa in maniera completamente diversa dalle polemiche sollevate. Mattarella ricorda subito quanto sia importante tenere a mente il “contesto” in cui si operava in quegli anni per giudicare testi e parole che oggi – dopo quasi 80 anni di democrazia – possono sembrare forti. L’analisi del Presidente è chiara: “bisogna riflettere al contesto in cui si muoveva questo avvio dell’integrazione europea. Nel 1945 l’Italia usciva da una guerra devastante. Vi erano state brutali dittature e l’abisso dell’olocausto. In quel clima di tragedie, di disperazioni alcuni statisti lungimiranti e coraggiosi cercarono di capovolgere un’idea: fu una rivoluzione di pensiero: mettere insieme il futuro dell’Europa”. Statisti coraggiosi e rivoluzionari legati – con le loro differenze ideologiche – in una catena che parte proprio da Ventotene, dai pionieri Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, per passare per Alcide de Gasperi e valicare i confini dell’Italia con l’azione di Konrad Adenauer, Robert Schuman e Jean Monnet.
La situazione che incombe a causa delle minacce di dazi americani è invece molto più complessa, perché a rischio ci sono miliardi di export italiano, buona parte di quel “made in Italy” che è una prerogativa dell’Italia. “Speriamo prevalga il buon senso”, ha osservato Mattarella rispondendo a un agricoltore della Coldiretti giustamente preoccupato. Ci troviamo, infatti, di fronte a uno scenario complesso, che non consente furbizie e impone di fare sintesi e prendere insieme una stessa strada nell’interesse dell’Italia per concorrere a definire una posizione comune con l’Unione Europea.