Ponte sullo Stretto: Mattarella fa saltare il decreto “salta mafia”

Critiche costituzionali e preoccupazioni antimafia – Una cosa è certa: la stragrande maggioranza degli Italiani è contraria a una operazione “mangiasoldi” inutile e dispendiosa

 

Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, destinato a collegare la Sicilia alla Calabria, ha recentemente sollevato un acceso dibattito politico e istituzionale. Al centro delle polemiche, alcune disposizioni del decreto-legge n. 35/2023, che ha riattivato le attività di progettazione e programmazione dell’opera. Tra le principali criticità evidenziate, l’articolo 3 del decreto prevede la validità del progetto anche in assenza di alcune prescrizioni, potenzialmente in violazione della normativa interna ed europea. L’articolo 4, invece, attribuisce alla società concessionaria e al contraente generale l’esecuzione dell’opera, sollevando dubbi sulla conformità alle norme sulla libera concorrenza e sui contratti pubblici. Inoltre, manca il parere obbligatorio del Ministero della Difesa per opere strategiche. L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha espresso preoccupazioni riguardo al decreto, sottolineando uno squilibrio nel rapporto tra il concedente pubblico e la parte privata, con la maggior parte dei rischi trasferiti sullo Stato.

Da qui lo “stop” imposto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha fatto saltare una pericolosa norma “salta mafia” introdotta come una sorta di… “scappatoia legislativa”.

Il progetto del Ponte sullo Stretto continua, dunque, a essere oggetto di discussione, con posizioni contrastanti tra sostenitori e oppositori. Mentre il governo sottolinea i benefici economici e infrastrutturali dell’opera, le critiche si concentrano su questioni di legalità, trasparenza e sicurezza. La realizzazione del ponte rimane quindi incerta, in attesa di ulteriori sviluppi legislativi e istituzionali. E soprattutto in attesa dei ricorsi presentati da molte Istituzioni della Calabria e della Sicilia contrari alla realizzazione del Progetto, così come contraria è la stragrande maggioranza dei Cittadini italiani che ritengono i fondi che saranno investiti “fondi inutili” per la realizzazione di un’opera che non porterà alcune beneficio né al Sud né all’intero Paese.

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