Il mare: risorsa vitale da proteggere per noi e per chi verrà

Nel libro-favola “Il viaggio di Cloe verso l’isola d’Elba”, la scrittrice ambientalista Enrica Zinno ci racconta che difendere il nostro Pianeta significa lasciare ai nostri figli un patrimonio ancora integro, ancora capace di nutrire, curare, ispirare

 

di Marco Delpino

Il mare non è solo una distesa d’acqua. È origine della vita, fonte di risorse, regolatore del clima e rifugio di biodiversità. È cibo, economia, cultura, identità. Eppure, oggi è anche una delle realtà naturali più minacciate dal nostro stesso modo di vivere. Ogni secondo respiro che facciamo è reso possibile dall’ossigeno prodotto dagli oceani. Senza il mare, la Terra sarebbe un pianeta morto o invivibile.

Sotto la sua superficie, ospita milioni di specie, molte ancora sconosciute. Le sue acque nutrono miliardi di persone e sostengono economie intere: pesca, trasporto marittimo, turismo, energia. Il 90% del commercio globale viaggia via mare. E lungo le coste si concentrano alcune delle aree più densamente popolate del pianeta.

Nonostante il suo ruolo centrale, trattiamo il mare come discarica e riserva infinita. Ogni anno riversiamo tonnellate di plastica negli oceani, compromettendo l’ecosistema marino e la salute di chi ne dipende. L’inquinamento, la pesca eccessiva, l’acidificazione e l’innalzamento delle acque stanno distruggendo barriere coralline, desertificando i fondali, spingendo specie all’estinzione.  La plastica è ovunque: nei pesci, nel sale, persino nel nostro sangue. Le microplastiche non si vedono, ma ci entrano dentro. È un allarme che non possiamo più ignorare.  La tutela del mare è una scelta necessaria per garantire cibo, sicurezza, salute, futuro. Le aree marine protette, se ben gestite, permettono il ripopolamento delle specie e il recupero degli habitat. Le pratiche di pesca sostenibile garantiscono lavoro e biodiversità. La riduzione dell’inquinamento da terra è una delle prime azioni concrete che ogni governo può e deve intraprendere.  Oggi più che mai è necessario educarci ed educare le nuove generazioni a un rapporto più consapevole con ciò che il mare rappresenta. In una frase: uscire dalla logica dell’usa e getta.  Difendere il mare significa offrire un domani vivibile a chi verrà, significa lasciare ai nostri figli un patrimonio ancora integro, ancora capace di nutrire, curare, ispirare.   Scriveva Jacques Cousteau: “La gente protegge solo ciò che ama, ama solo ciò che conosce, e conosce solo ciò che gli è stato insegnato”. Ecco il nodo. Conoscere, amare, proteggere. Questa è la sequenza da seguire. Il mare non ha voce: la nostra responsabilità è parlare e agire per lui.  Lo scrittore Vittorio G. Rossi diceva sempre che “il mare non ha rughe né cicatrici, ma conserva il ricordo di tutto il nostro passato”.  Enrica Zinno, scrittrice e ambientalista, con il libro “Il viaggio di Cloe verso l’isola d’Elba” (edito dalla “Tigulliana”), una deliziosa “favola” per bambini ma anche per adulti, ci dice che quel passato, come il nostro futuro, sono a rischio perché non rispettiamo il mare e il Creato e nemmeno i nostri simili.

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Chi desidera acquistare copia del libro di Enrica Zinno “Il viaggio di Cloe verso l’isola d’Elba” (44 pagine, formato album, con disegni e foto tutte a colori), può rivolgersi alla “Tigulliana” (Via Belvedere n. 5 – 16038 Santa Margherita Ligure – GE, mail: m.delpino@libero.it) inviando l’importo di 15 euro (spese di spedizione comprese) con bonifico, mediante codice IBAN: IT07N0569632180000010101X64 (c/c bancario intestato ad ANPAI presso la Banca Popolare di Sondrio).

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