La pittrice di paesaggi brulicanti di sottesa umanità
Laura Marietti ha insegnato Lettere classiche e moderne negli Istituti superiori di Torino e provincia. Si dedica con passione alla pittura ad olio sin dalla fine degli anni Ottanta, partecipando a mostre collettive e personali. Lo spiccato interesse per la figuratività urbana (Torino, Parigi, Genova), vista con occhio solo apparentemente distaccato insieme con la tentazione della luce e dei suoi contrasti (raggi, barlumi, lame di diffusa luminosità) e del colore, sono la cifra stilistica predominante della sua opera. Luce e colore che nel paesaggio dell’amata Liguria, con le case ocra e rosa, gli angoli di spiaggia, gli spicchi di mare e di cielo, prendono vita con gioiosa evidenza. La tentazione della luce percorre tutta la pittura di Laura Marietti: occhi accecanti che perforano il buio della notte; raggi e barlumi che dalle finestre suggeriscono, più che rivelare, l’intimità delle case; lame diffuse di luminosità negli articolati spazi degli interni, foriere di mistero oltre una porta. E infine è in Liguria che “in petto” a Laura “scrosciano / le loro canzoni” le montaliane “trombe d’oro della solarità”. Ma, se vogliamo continuare col poeta, questi quadri non ci inducono, “andando nel sole che abbaglia” a “sentire con triste meraviglia / com’è tutta la vita e il suo travaglio”. La “gloria del disteso mezzogiorno” non mostra “per troppa luce, le parvenze falbe”, ma rovescia su chi guarda un ottimistico tripudio di colori, i colori prigionieri, nei notturni, nel fosco guscio della loro oscurità. Tutte le tonalità del rosa, così tipiche in Liguria, diventano l’animato repertorio di un paesaggio brulicante di sottesa umanità.