Una “provocazione” che è servita a scuotere il torpore che impedisce una buona volta di affrontare e risolvere la questione
di Gianluca Castellini
Continua la querelle sull’adozione o meno del numero chiuso nel Parco delle Cinque Terre. A gettare il sasso nello stagno il presidente dell’Ente Parco, che ha denunciato una situazione insostenibile, l’accesso incontrollato di migliaia di turisti in un territorio fragilissimo, proponendo la possibile soluzione di adottare il numero chiuso. Apriti cielo, si è scatenata la guerra di albergatori e operatori commerciali, che hanno sostenuto che la sola proposta del presidente ha causato decine di disdette delle prenotazioni da parte di tour operator di tutto il mondo. Il messaggio conseguente via e-mail secondo gli addetti del settore è stato chiaro, “non venite nelle Cinque Terre perché rischiate di non poterle visitare”. Francamente l’allarme pare esagerato, anche adesso frotte di turisti in particolare cinesi e asiatici vengono nel nostro territorio. Il problema va studiato, la “provocazione” è servita a scuotere il torpore che impedisce una buona volta di affrontare e risolvere la questione, è impossibile che ogni estate si assista ad un’invasione tale di turisti da non riuscire nei paesi neppure a muoversi, con stazioni ferroviarie e carrozze dei treni stipate all’inverosimile, con grave rischio per la sicurezza e grande soddisfazione delle giovani rom che possono borseggiare indisturbate. E basta con questi grandi soloni del mugugno capaci solo di dire no a tutto, che al loro no sostituiscano proposte alternative. Ricordo che per visitare alcuni musei come il cenacolo di Leonardo a Milano, occorre prenotarsi con mesi di anticipo perché è praticato il numero chiuso, è impensabile infatti che migliaia di visitatori entrino contemporaneamente nella sala di Santa Maria delle Grazie. E questo non ha minimamente ridotto il numero dei visitatori, in costante aumento da tutto il mondo. L’idea del numero chiuso è forse indispensabile. Naturalmente chi prenota l’albergo e le altre strutture ricettive ha automaticamente diritto al pass per le Cinque Terre, e così i crocieristi che hanno prenotato alla partenza la visita dei borghi rivieraschi. Nell’era dell’informatica è solo una questione di programmazione, ci vuole stretta sinergia tra tour operator, di crociere e non, Ente Parco e Ferrovie, pensando alla possibile soluzione di tornelli per far entrare solo i possessori del pass, rendendo così più vivibili i treni e i borghi, impedendo i ritardi dovuti alle interminabili salite e discese dalle carrozze, il caos delle stazioni e wc presi d’assalto, prevenendo i borseggi ponendo sotto controllo della polfer le bande di rom. E’ ovvio il pass di diritto per i residenti, la programmazione dovrebbe riguardare solo il tratto Spezia-Levanto con il “treno metropolitano” finalmente puntuale e auguriamoci accogliente, con carrozze moderne e dignitose, importante biglietto da visita per tutti i frequentatori delle Cinque Terre. Un territorio unico al mondo, patrimonio dell’Unesco, delicato e fragile, che va goduto con calma e moderazione, evitando il triste spettacolo a cui assistiamo oggi, come se un elefante entrasse in un negozio di cristalleria. Un’eredità tramandataci intatta dai nostri antenati che non possiamo dissipare, ma difendere e tutelare con intelligenza e professionalità ad ogni costo.