Gaza: l’emergenza che si dovrebbe subito fermare

I Medici Senza Frontiere raccontano una crisi umanitaria senza precedenti: Donne incinte di sei mesi che pesano meno di 40 chili. Neonati prematuri e bambini affamati senza accesso ad un po’ di cibo

 

di Antonio Bovetti

«È la prima volta che assistiamo a un numero così alto di casi di malnutrizione a Gaza. La fame a cui è costretta la popolazione è intenzionale: potrebbe finire domani, se solo le autorità israeliane permettessero l’ingresso di cibo su larga scala». Denuncia con fermezza Mohammed Abu Mughaisib, vicecoordinatore medico di MSF a Gaza.

Nelle cliniche create e gestite da Medici Senza Frontiere (MSF) a Gaza City e Al-Mawasi, nel sud della Striscia, il numero di casi di malnutrizione acuta ha raggiunto livelli mai registrati prima. A luglio 2025, i casi seguiti a Gaza City sono quasi quadruplicati in meno di due mesi: da 293 a 983. Più di 700 donne in gravidanza o in allattamento e quasi 500 bambini risultano colpiti da malnutrizione severa o moderata. Tra questi, 326 hanno un’età compresa tra 6 e 23 mesi.

Dai riscontri di MSF, l’aumento drammatico della malnutrizione non è un effetto collaterale della guerra, ma il risultato diretto di decisioni politiche: il blocco degli aiuti umanitari, la militarizzazione della distribuzione, il collasso della produzione alimentare locale. I mercati sono ormai quasi vuoti, e quel poco che resta è fuori dalla portata della maggior parte della popolazione.  I numeri sono eloquenti: prima dell’ottobre 2023, entravano a Gaza circa 500 camion di aiuti al giorno. Dal 2 marzo 2025 a oggi, il numero totale di camion entrati ha appena raggiunto quella cifra.  «A causa della malnutrizione diffusa tra le donne incinte e dell’assenza di condizioni igieniche minime, molti bambini nascono prematuri. Nella nostra unità neonatale ci sono 4 o 5 neonati per incubatrice – racconta Joanne Perry, medico MSF a Gaza City –. È la mia terza missione qui, ma non ho mai visto nulla di simile. Le madri ci implorano di dar loro qualcosa da mangiare per i figli. Alcune, al sesto mese di gravidanza, pesano meno di 40 chili. La situazione ha superato ogni limite».  Secondo il World Food Programme, un chilo di zucchero costa oggi circa 76 dollari, uno di patate o farina quasi 30. Pane, verdure fresche e proteine sono diventati un ricordo. «Molte famiglie sopravvivono con un solo pasto al giorno, spesso solo riso o pasta. I genitori rinunciano a mangiare per nutrire i figli. Le donne malnutrite cedono il loro alimento terapeutico ai bambini. Da madre, non posso biasimarle: farei lo stesso». Racconta Nour Nijim, responsabile del team infermieristico di MSF.  Ma la crisi non colpisce solo i casi clinici di malnutrizione. «Molti feriti ci chiedono cibo al posto delle medicine. Le loro ferite non si rimarginano per mancanza di proteine, le infezioni durano settimane. Vediamo dimagrimenti rapidi anche nei pazienti che sembravano in via di guarigione. Spiegano gli operatori. Per i team di MSF, ciò che si vede nelle cliniche è solo la punta dell’iceberg. “Questa crisi va ben oltre i casi che possiamo diagnosticare: riguarda un’intera popolazione costretta alla fame, ogni giorno, in condizioni disumane”, affermano i medici. E la soluzione – ribadiscono – esiste. «Questa fame è il risultato di decisioni politiche. E può finire. Domani!» conclude MS.

-

Sitografia

https://www.notiziegeopolitiche.net/israele-civili-pagati-migliaia-di-dollari-per-radere-al-suolo-gaza/

https://www.notiziegeopolitiche.net/category/ulti/

https://www.internazionale.it/magazine/ahmed-ahmed/2025/05/15/i-bambini-di-gaza-muoiono-di-fame

https://www.medicisenzafrontiere.it/news-e-storie/news/gaza-msf-aiuti-strumentalizzati/

-

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/colpito-a-gaza-un-rifugio-di-medici-senza-frontiere

 

 

Chi Siamo

Benvenuti sul Giornale Nazionale di Informazione.

Direttore: Massimo Iaretti

Direttore Editoriale: Marco Delpino

Le scelte dell'Editore

@2025 | Italia Sarà – Giornale Nazionale di Informazione | Tutti i diritti riservati | Powered by Callidus Pro