Sfatiamo (con un pizzico di satira…) la gigantesca opera sullo Stretto di Messina che suscita dibattiti a non finire nel caldo torrido di agosto – Il “colpo di sole” di un’idea controversa e inutile
di Marco Delpino
Vi ricordate Giacinto Pannella detto “Marco”? Quello sì che era un mago della comunicazione che passerà alla Storia (mica come quel “pischello” di Salvini…). Ogni anno, ad agosto, quando le notizie scarseggiavano (oggi non più, grazie alle guerre, ai dazi, alle “patturnie” di Trump, Putin e Netanyahu), Marco Pannella sapeva fornire ai giornalisti l’imbeccata giusta per aprire un dibattito su un problema “serio”, nulla a che vedere con notizie che “passeranno” come la calura estiva, tipo “Ponte sullo Stretto”, che non regge più se non nei “giochi” della Lego (non “Lega”, mi raccomando, proto, non sbagliare: ho detto “Lego”…), che invitano i bambini a “costruirsi” un Ponte di Messina direttamente a domicilio con i “mattoncini” di plastica che hanno reso famosi e ricchi gli eredi di Ole Kirk Kristiansen, fondatore del “Lego Group”, ovvero l’azienda che “mette al centro del proprio impegno i bambini e le bambine di tutto il mondo, affinché crescano all’insegna della creatività” (così recita lo slogan della holding di costruzioni… in pillole). Parliamoci chiaro: l’idea del “Ponte” piace soltanto a quel 10% di italiani che credono ancora nelle favole e che sono convinti che la distanza tra Villa San Giovanni (Calabria) e Messina (Sicilia) sia come la gomma del “chewing gum” del dolcificio lombardo Perfetti (quello della “gomma del Ponte”, appunto…), che possa essere tirata come un elastico… Diciamo le cose come stanno: la barzelletta del Ponte è vecchia, datata, non fa manco più ridere: l’ha raccontata mille volte Berlusconi, ed è più famosa di quella della mela… (pensate un po’…). La mia generazione ci ha riso sopra persino leggendo un fumetto di “Topolino” dell’ottobre 1983, e mio nonno materno la raccontava ai suoi commilitoni per “ingannare la noia” nelle trincee del Carso, ad aspettare i “crucchi”, che di “Ponti” quelli sì che se ne intendevano… E allora tenete a mente questa data: 2031, e questo nome: Matteo Salvini, perché forse tra qualche anno potreste dimenticarlo… Sarà lui, infatti, a… gettare la prima pietra (in mare) per realizzare quel Ponte sullo Stretto di cui (dieci anni fa!) disse peste e corna… Ma ora i tempi son maturi. Come disse Giulio Cesare? “Il dado è tratto! Passiamo il Rubicone!”. La partita è lunga da giocare e i premi (in palio) sono tanti… milioni di milioni… La Stella del Ponte è lontana… anni luce. Non è un… salame posto in cima all’alberto della Cuccagna, ma è uno “Stellone” che brilla ancora sui destini dell’Italia. Chi lo raggiungerà, passerà all’incasso della storia. Qualcun altro, all’incasso dei 13 miliardi e mezzo di costi previsti. Ma ormai indietro non si torna. Sono finiti i tempi dei “muri” e delle “dighe”. Ora bisogna costruire… ponti. Lo ha detto anche il Papa!
La copertina di un numero di “Topolino” dell’ottobre 1983 in cui si parla (pensate un po’…) del Ponte sullo Stretto…