La guerra dei dazi e i rapporti USA-UE

L’amministrazione Trump impone dazi sulle auto estere, UE a rischio contraccolpi

 

di Antonio Bovetti

La nuova tassa permanente del 25% sulle importazioni di automobili prodotte al di fuori degli Stati Uniti entrerà ufficialmente in vigore dalla mezzanotte del 2 aprile. La decisione, annunciata dal presidente Donald Trump, si aggiunge al dazio del 2,5% già esistente sulle auto estere e al 25% in vigore sui light truck, ovvero i veicoli omologati come autocarri leggeri fino a 3.860 kg. L’impatto di questa misura potrebbe rivelarsi particolarmente significativo per l’Unione Europea, che attualmente applica un dazio del 10% sulle auto statunitensi e per la quale il mercato americano rappresenta quasi un quarto delle esportazioni totali del settore. Nel 2024, le case automobilistiche europee hanno spedito veicoli oltreoceano per un valore complessivo di oltre 38 miliardi di euro, rendendo gli USA un mercato chiave per l’industria del Vecchio Continente.

BCE: segnali divergenti sulle politiche monetarie

Sul fronte delle banche centrali, diversi esponenti del Governing Council della BCE si sono recentemente espressi sulla traiettoria della politica monetaria dell’Eurozona. François Villeroy de Galhau ha dichiarato che la battaglia contro l’inflazione è ormai prossima alla vittoria, lasciando intendere la possibilità di tagli pragmatici ai tassi di interesse. Tuttavia, Robert Holzmann ha adottato un approccio più prudente, avvertendo sui rischi di una riduzione eccessivamente rapida del costo del denaro, che potrebbe compromettere la stabilità economica.

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Prezzi dell’oro ai massimi, petrolio in assestamento

L’introduzione di nuovi dazi e le conseguenti tensioni commerciali globali hanno alimentato la corsa ai beni rifugio, spingendo l’oro a nuovi record storici. Il prezzo del metallo prezioso ha raggiunto quota 3.084 dollari l’oncia nel mercato spot, mentre il future ha superato i 3.120 dollari. Parallelamente, l’indice del dollaro USA si è leggermente rafforzato, mentre le valute più esposte al commercio globale, come l’euro e lo yuan, hanno subito pressioni al ribasso. Sul fronte energetico, il petrolio ha chiuso la settimana in territorio positivo. Il WTI con consegna a maggio si mantiene vicino ai 70 dollari al barile, in un contesto di incertezza sui mercati e attese per possibili decisioni dell’OPEC+ sulle quote di produzione. Le scorte statunitensi hanno registrato un lieve aumento, mentre la domanda globale resta sostenuta, nonostante le preoccupazioni per una possibile frenata della crescita economica.

 

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