La pausa, definita dalla stessa BCE, “prudente” rispecchia un quadro economico ancora molto fragile a causa delle crescenti tensioni commerciali tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti
di Antonio Bovetti
Nessuna sorpresa dalla Banca Centrale Europea: il Consiglio direttivo, riunitosi oggi 24 luglio, ha deciso di lasciare invariati i tassi d’interesse. Questa scelta interrompe la sequenza di quattro riduzioni consecutive decise nei precedenti meeting di politica monetaria. La pausa, definita “prudente” dalla stessa BCE, riflette un quadro economico ancora fragile e le crescenti tensioni commerciali tra Unione Europea e gli Stati Uniti. I tassi di riferimento, presso la banca centrale, restano dunque stabili nel seguente ordine: 2,00% per i depositi 2,15% per le operazioni di rifinanziamento principali, 2,40% per le operazioni di rifinanziamento marginale. In un comunicato diffuso al termine della riunione, l’istituto guidato dalla presidente Christine Lagarde ha ribadito: «L’ambiente resta eccezionalmente incerto, in particolare a causa delle dispute commerciali». Nonostante lo stop odierno, la porta rimane aperta a nuovi interventi: i mercati monetari stimano con una probabilità del 50% un ulteriore taglio già nella riunione di settembre, mentre la maggior parte degli analisti prevede un allentamento entro fine anno. «Per definire l’orientamento di politica monetaria più adeguato – si legge nella nota dell’Istituto – il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati, valutando le decisioni di volta in volta a ogni riunione». La BCE ha, inoltre, confermato che le attuali valutazioni sono coerenti con il proprio obiettivo di inflazione al 2% nel medio termine. Le pressioni interne sui prezzi, si legge ancora nella nota: «hanno continuato ad attenuarsi, spinte dal rallentamento della dinamica salariale». Il Consiglio direttivo ha evidenziato come «grazie alle precedenti riduzioni dei tassi, l’economia dell’area euro abbia finora dimostrato una buona capacità di tenuta, pur in un contesto globale difficile». Tuttavia, l’orizzonte resta incerto. Le tensioni commerciali con Washington, in particolar modo, rappresentano un fattore di instabilità che rischia di condizionare le prossime mosse della BCE. Per ora, tutto è rimandato a settembre.