Dal Cnr arriva un prototipo innovativo che unisce agricoltura e sostenibilità energetica – I risultati pubblicati sulla rivista “Nature Communications”
di Antonio Bovetti
Le celle solari in perovskite assemblate sul tetto di una serra possono produrre energia pulita e, al tempo stesso, lasciare filtrare la luce ideale per far crescere gli ortaggi: non è un’utopia tecnologica, ma una concreta innovazione sperimentata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Il progetto, denominato VertiGrow, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communications e dimostra come le celle solari semi-trasparenti in perovskite possano convivere con la coltivazione di ortaggi, in particolare il radicchio. A guidare la ricerca è stata Alessandra Alberti, dell’Istituto per la microelettronica e microsistemi del Cnr di Catania (Cnr-Imm), in collaborazione con colleghi degli istituti per la protezione sostenibile delle piante (Cnr-Ipsp, Torino) e di bioscienze e biorisorse (Cnr-Ibbr, Bari). Quali risultati si sono ottenuti? Un prototipo sperimentale che coniuga agricoltura e produzione di energia solare, aprendo la strada a nuove forme di coltivazione sostenibile. «L’utilizzo di celle solari semi-trasparenti a base di perovskite potrebbe rappresentare una soluzione ideale per integrare la produzione agricola con quella energetica. – Spiega Alberti – L’elettricità generata sarebbe sufficiente a coprire il fabbisogno energetico delle serre, dai sistemi di illuminazione e irrigazione fino alla climatizzazione». Nel laboratorio è stata simulata per 15 giorni la crescita di piante di radicchio sotto pannelli in perovskite, analizzando sia lo sviluppo delle foglie sia la risposta genetica delle piantine alla luce filtrata. I risultati sono incoraggianti: germinazione migliorata e foglie più grandi, con differenze minime nei profili genetici delle piante rispetto a quelle cresciute con luce solare diretta. «Abbiamo osservato solo leggere variazioni nell’espressione di alcuni geni legati allo stress ambientale e alla percezione della luce – spiega Raffaella Balestrini, ricercatrice del Cnr-Ibbr. – Questo suggerisce che le piante si adattano bene alla crescita sotto i pannelli di perovskite». Se cresce il radicchio, cresce anche la sostenibilità di altri ortaggi. Quali saranno gli scenari futuri, forse dalle serre ai tetti delle città? Il successo del prototipo apre prospettive molto ampie: si va dall’integrazione nei sistemi di agri voltaico, all’impiego nell’agricoltura verticale e nei sistemi autosufficienti di produzione energetico-alimentare, sia in ambito rurale che urbano. Un percorso perfettamente in linea con le strategie europee per la neutralità climatica e le Smart Cities. Il progetto VertiGrow rappresenta un esempio concreto di ricerca interdisciplinare e visione del futuro, ponendosi come modello per uno sviluppo sostenibile che non sacrifica la produttività agricola, ma la arricchisce con l’energia del sole.
Glossario
Smart city è un’area urbana in cui, grazie all’utilizzo delle tecnologie digitali e più in generale dell’innovazione tecnologica, è possibile ottimizzare e migliorare le infrastrutture e i servizi ai cittadini rendendoli più efficienti.
VertiGROW
Sistema innovativo di coltivazione verticale, progettato per ottimizzare lo spazio e favorire la crescita di piante in ambienti urbani o ristretti. Il termine unisce le parole “vertical” e “grow” (crescere), e indica strutture modulari e sovrapponibili dove le piante crescono in altezza anziché in larghezza. VertiGROW è utilizzato in agricoltura urbana, serre, ristoranti a km zero, scuole e progetti educativi. Favorisce un’agricoltura sostenibile, riduce il consumo di suolo e acqua, e consente produzioni locali di ortaggi ed erbe aromatiche tutto l’anno.
Sitografia