Gaza e Palestina: una strage continua

La situazione umanitaria è arrivata a un livello inaccettabile con violenze che vanno assolutamente fermate con prese di posizioni decise verso il governo di Israele che dimostra di non rispettare le risoluzioni internazionale e che si sta comportando come si erano comportati i nazisti nei confronti degli ebrei durante i terribili anni Trenta e Quaranta del secolo scorso

 

La situazione a Gaza e in Palestina è diventata insostenibile, con migliaia di bambini e civili uccisi o feriti negli ultimi mesi. Il governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu è stato accusato di perpetrare un genocidio contro il popolo palestinese, nonostante le diffide da parte della comunità internazionale.

La Striscia di Gaza è stata teatro di violenze e bombardamenti incessanti, che hanno portato a una crisi umanitaria senza precedenti. I bambini sono particolarmente vulnerabili, con molti di loro morti o feriti a causa degli attacchi aerei e terrestri. Le condizioni di vita sono drammatiche, con mancanza di acqua, cibo e servizi medici essenziali.

Secondo un rapporto dell’ONU, il 44% delle vittime sono minori, con la maggior parte di loro tra i 5 e i 9 anni. Le condizioni di vita sono inaccettabili, con la mancanza di acqua, cibo e servizi medici essenziali che sta peggiorando la situazione umanitaria. Gli aiuti umanitari sono insufficienti e spesso bloccati a causa delle restrizioni di movimento e delle ispezioni lente e imprevedibili.  La comunità internazionale ha espresso preoccupazione per la situazione a Gaza e in Palestina, ma finora le azioni concrete per fermare la violenza sono state insufficienti. È necessario un atto di risoluzione globale contro Israele per far cessare le stragi e proteggere i civili.  È necessario che la comunità internazionale adotti azioni concrete per fermare la violenza e proteggere i civili, perché la situazione a Gaza e in Palestina è un’urgenza globale che richiede un’azione immediata e concreta. La storia non può ripetersi: è il momento di agire per non dover dire, fra qualche mese o qualche anno, “noi c’eravamo e non abbiamo fatto nulla per fermare questi crimini”.

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