Augusto Ledda: dall’impegno letterario a quello sociale

Non solo poeta e scrittore, ma anche persona attiva e presente sul piano umanitario, nel ricordo di Raoul Follereau, attraverso le “Missioni don Bosco” e le onlus “Mani unite” e “Solidaria” che cercano di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni del terzo mondo

 

di Francesca Laganà

Se la vita è come un viaggio da sperimentare, bello o brutto che sia, costellato da incontri, emozioni, sogni, sensazioni, speranze e anche delusioni, possiamo dire che uno scrittore e un poeta riescono sempre a “viaggiare”. E non soltanto fisicamente, ma anche mediante la fantasia. Augusto Ledda è un “viaggiatore di sogni” che, sul piano letterario, fa riaffiorare i ricordi, attraverso i suoi libri di narrativa e le sue raccolte poetiche, che comunicano gioia o sofferenza, quelle sensazioni che mettono a nudo la sua anima di poeta e che fanno emergere i sentimenti. Ma Ledda è anche persona impegnata nel sociale, e questo aspetto arricchisce ancor di più la sua vita. La sua grande ammirazione per un Personaggio straordinario nasce quando conosce un amico che, a sua volta, è amico di un “protagonista del nostro tempo”. L’amico di Augusto Ledda è estimatore di Raoul Follereau, grande pacifista e comunicatore d’eccezione. Un Uomo che aveva compreso sin da ragazzo il forte legame tra pensiero e azione, un concetto che più tardi esprimerà col celebre motto Amare è agire. Per Ledda, che vive nella poesia la sua dimensione fantastica e nostalgica di un mondo ideale, si apre la possibilità di un’apertura al suo futuro e il dono che l’amico di Follereau gli consegnerà è qualcosa che, per il nostro poeta e scrittore, diventa “prezioso”: una piccola targa del Maestro della Pace. Così Augusto Ledda si avvicina all’AIFO che è l’organizzazione che opera nel campo della cooperazione internazionale, realizzando iniziative socio-sanitarie per i diritti degli ultimi e per lo sviluppo inclusivo. E l’AIFO, che è partner dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e che collabora per promuovere i diritti delle persone, soprattutto di quelle emarginate, è un organismo che intende restituire la dignità a tutti gli uomini, partendo dal presupposto che le relazioni sociali devono soprattutto basarsi sull’equità. Augusto Ledda, da oltre cinquant’anni, collabora con le Missioni grazie alla corrispondenza con il Sacerdote missionario in Giappone Leone Maria Liviabella, che per un lungo periodo lo ha tenuto sempre aggiornato di ciò che succedeva nella sua missione in Oriente e dei suoi superiori e fra questi anche Don Vincenzo Cimatti, storico fondatore della Casa Salesiana a Tokio (Giappone). Nel tempo, Augusto ha continuato a restare accanto ai missionari, con uno scambio epistolare e mantenendo con loro un legame profondo nell’arco di tutti questi anni fino ad oggi.

Nella foto: Augusto Ledda riceve un riconoscimento della “Tigulliana” da Marco Delpino e dalle mani del consigliere comunale di Genova Claudio Villa.

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