Stampa e informazione: come distinguere il grano dalla gramigna?

 

Certo, l’informazione rigorosa è il primo antibiotico e non da oggi: il problema è che sta diventando sempre più difficile fare il mestiere di giornalista come si dovrebbe. Si pensava che la tecnologia avrebbe facilitato il compito, liberato tempi ed energie dalle gabbie redazionali per uscire sul territorio. E invece… Un vecchio inviato speciale, carico di esperienza e di meriti conquistati sul campo, girando mezzo pianeta, ripeteva che il giornalismo si fa… con i piedi, consumando suole di scarpe, quindi andando dove c’è la notizia o dove si deve realizzare un servizio. È accaduto l’esatto contrario: le firme migliori, con un iter sempre più esigente nella preparazione dei notiziari, hanno assorbito le forze migliori, inchiodandole alla “macchina” intesa in senso generale, della redazione. E non è un caso se gli invitati speciali sono una razza in via di estinzione e le inchieste sono ormai quasi un genere defunto. Paginate di politica inseguendo tweet e non i potenziali lettori. Brandelli di informazione, poche verifiche alla fonte, che dovrebbe essere il primo scrupolo di ogni cronista, notizie cucite insieme – si fa “sartoria” – titoli bulimici, foto… Il ritornello è quello della leggerezza, dell’agilità: d’accordo, ma c’è anche il rischio dell’inconsistenza. In passato, quando le redazioni erano all’osso, c’era meno forma, ma più sostanza. Resta comunque sempre aperta la questione del come cautelarsi dalle notizie false, perché se le fonti sono inquinate, anche dai rubinetti arriva acqua contaminata e dunque, come nel gioco dell’oca, si torna al punto di partenza. Chi riesce a fiutare che una notizia non è un fake, anzi è una bufala, per dirla con il gergo che si usava in passato? Non si tratta di discorsi campati in aria, ma di pericoli oggettivi e in vertiginoso aumento. Si prevede che prossimamente, anche a causa dell’intelligenza artificiale, l’opinione pubblica si ritroverà servita più notizie false che vere e per ora non si vedono possibilità o mezzi di contrasto, di selezione e conseguenze disboscamento. Per fortuna ci sono sempre le eccezioni. Non a caso abbiamo deciso di dar vita a un giornale online che non segua i fatti di cronaca nera o di stretta attualità, che non segua gli incantatori della politica, che possibilmente possa fornire notizie pure, chiare, vere. E soprattutto un giornale che non abbia né padroni né “padrini”. Ecco perché, seguendo “Italia sarà” equivarrà a bere un sorso di acqua pura.

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