CinemItalia. Approfondimenti: THE SHROUDS–SEGRETI SEPOLTI” di David Cronenberg

di Maria Antonella Pratali

L’imprenditore di successo Karsh, interpretato da Vincent Cassel, è distrutto per la morte della moglie. Non riuscendo ad accettare il lutto, Karsh inventa una tecnologia rivoluzionaria, GraveTech (che si potrebbe tradurre con “Tecnologia tombale”), che permette ai vivi di continuare a vedere i propri cari nei loro sudari (“shrouds” in inglese).

Il film è arrivato nelle sale italiane il 3 aprile dopo essere stato presentato in anteprima al Festival di Cannes.

Inizialmente il progetto era stato concepito come una serie Netflix, ma fu cancellato dopo i primi due episodi, inducendo Cronenberg a trasformarlo in un film dal carattere profondamente personale. Lo stesso regista ha dichiarato che la pellicola nasce dalla perdita di sua moglie Carolyn Zeifman nel 2017 dopo circa quarant’anni di matrimonio, e dal fatto di non aver mai superato il dolore. Karsh può dunque essere visto come l’alter ego di Cronenberg sullo schermo.

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“The Shrouds” esplora temi complessi come il lutto e la connessione tra vivi e morti, senza trascurare il riferimento al carattere pervasivo di una tecnologia onnipresente. La pellicola ha scatenato un ampio dibattito anche per le sue scene di sesso, nudità e violenza.

La colonna sonora, nata dalla collaborazione ormai quarantennale con il compositore Howard Shore, ha contribuito a costruire un’atmosfera unica e inquietante, che caratterizza molti film di Cronenberg, uno dei registi più notevoli e influenti del cinema contemporaneo.

Cronenberg non è nuovo al tema della trasformazione fisica, basti pensare ad alcuni dei suoi film precedenti:  “La mosca” (1986), che esplora l’involontaria fusione tra uomo e insetto a seguito di un esperimento scientifico; “Inseparabili” (1988), in cui Jeremy Irons interpreta magnificamente il ruolo di due ginecologi gemelli che approfittano del proprio potere medico per assumere il controllo sul corpo delle pazienti (ispirato a una storia vera, remake a episodi con Rachel Weisz su Netflix); “Spider” (2002), tratto dall’omonimo romanzo di Patrick McGrath, in cui si indaga la psiche umana attraverso la storia di un uomo traumatizzato e solo, che cerca di ricostruire il proprio passato; “La promessa dell’assassino” (2007) dove si esplora il tema dell’identità e della trasformazione psicologica (disponibile su Netflix).  

Come in molte sue pellicole, anche in “The Shrouds” è presente il body horror, ma si nota una maggiore concentrazione sulla psicologia dei personaggi. 

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Se nei suoi primi film il corpo era il centro della trasformazione, qui sono la mente e l’emotività del protagonista a essere analizzate. Il film rappresenta una nuova fase della carriera di Cronenberg, con un’esplorazione più profonda del dolore e dell’incapacità di accettare la morte. 

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